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La cavolaia è un insetto che fa parte della famiglia dei lepidotteri. Il nome sc…



La cavolaia è un insetto che fa parte della famiglia dei lepidotteri. Il nome scientifico di questa farfalla è Pieris brassicae o Pieris rapae, visto che sotto al nome volgare di cavolaia si indicano in realtà due specie distinte.

Questo insetto è sgradito all’agricoltore perché depone le sue uova sulle foglie dei cavoli e in generale delle varie piante crucifere, dalle uova escono le già citate larve che sono particolarmente voraci e danneggiano rapidamente le verdure.

Generalmente la cavolaia fa due o tre generazioni all’anno, con voli a partire da marzo. Nel mese di settembre in particolare può diventare un vero flagello nell’orto, visto che trova maggior abbondanza di piante brassicacee e può rovinare broccoli, cavolfiori, verze e in generale qualsiasi pianta di cavolo coltivata. L’attacco delle larve di cavolaia è molto molesto sulle piante di cavolo, in particolare su quelle che formano il cespo e quindi offrono molti ripari ai bruchi. Le larve nutrendosi delle foglie mangiucchiano i cavoli, dilaniando e sporcando l’ortaggio, provocando anche marcescenze.

Quando le uova fanno nascere numerosi bruchi l’azione distruttiva può essere anche rapida e pregiudicare totalmente il raccolto delle piante colpite.

Le farfalle adulte invece non portano nessun danno diretto anche se ovviamente deponendo le uova sono la causa del problema. Per ostacolare la cavolaia e salvaguardare le proprie piante di cavolo non serve necessariamente utilizzare pesticidi tossici. Si possono utilizzare consociazioni e macerati per prevenire l’arrivo delle larve, in questo modo si risparmiano soldi e si evita di inquinare. Anche su estensioni professionali è possibile combattere la cavolaia con metodi biologici, ad esempio il bacillus thuringiensis, scopriamo nel dettaglio come difendere il nostro orto senza troppa chimica.
Nell’orto domestico su piccola scala il primo metodo per contenere i danni portati dalla cavolaia è la rimozione manuale dei bruchi e soprattutto delle uova. Questo richiede un po’ di attenzione e costanza ma è un sistema che può funzionare, visto che le uova hanno un colore acceso e sono facili da individuare e le larve sono di dimensione abbastanza sviluppata per essere catturate facilmente. Ovviamente questo metodo comporta un controllo frequente e un intervento tempestivo, che non sempre è possibile attuare su coltivazioni estese, per cui bisogna anche avere altre opzioni più efficaci e rapide da mettere in campo.

Per fermare queste farfalle si può decidere di coprire i cavoli con reti anti insetto: è un buon metodo meccanico che risolve il problema impedendo la deposizione delle uova.

Un metodo preventivo può essere anche quello di catturare gli adulti con biotrappole, in particolare intercettando i voli primaverili. Si può a tal proposito impiegare Tap Trap, nell’articolo trovate la ricetta per attrarre i lepidotteri.

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